La pedagogia ha come focus l’educazione che si esprime come processo rivolto all’umanizzazione dell’essere umano, con modalità differenziate, spesso condizionate dalla cultura in cui si svolge, tuttavia in coerenza con la visione che si ha dell’essere umano, delle sue potenzialità, del suo valore e dei traguardi che può conseguire. (S. S. Macchietti, 2015).
L’educazione impegna l’insieme delle situazioni processuali volte a favorire, incoraggiare, a orientare la crescita spontanea dell’essere umano, come essere al mondo, quindi l’espressione di libertà e responsabilità ad essa connesse.
L’approccio pedagogico coinvolge la pratica educativa rivolta ad ogni essere umano, immerso nella dimensione dinamica vitale: “La via che percorriamo nel tempo è cosparsa dei frammenti di tutto ciò che cominciavamo ad essere, di tutto ciò che avremmo potuto diventare”. Dove incontriamo dimensioni spazio temporali, ci confrontiamo con barriere che circoscrivono, delimitando, la sfera dinamica di azione. Nella pratica di riflessione incontriamo noi stessi, sempre, in relazione all’altro per tornare ad abitare luoghi interiori per cui il tempo altro non è se non dilatazione dell’anima. (H. Bergson, in M. De Bartolomeo, V. Magni, 2000)
Lo spazio ampio entro cui si attivano i processi di incoraggiamento educativo è la società mediante apparati istituzionali che cambiano, si trasformano e si reinventano in un “tempo che è cambiamento”. (C. Samhita)
Il compito della Pedagogia è “comprendere l’arte dell’educazione, la scienza di quell’arte, e la filosofia di quella scienza”. (M. Laeng, 2000).
Se lo sguardo con cui osservo il mondo è ampio, il mondo stesso attraverso cui rifletto, si esprime attraverso una visione olistica i cui fenomeni fisici, psichici, linguistici e sociali sono considerati nelle loro molteplici interrelazioni. La pedagogia ha come vocazione lo scambio con tutti i saperi umani, in particolar modo con la sociologia, l’antropologia e la psicologia.
La filosofia, come affermerebbe Aristotele, merita una osservazione a parte: essa offre il metodo con cui usare i saperi; attiva lo sguardo riflettente, i cui ingredienti di curiosità e meraviglia sono indispensabili per l’esercizio di esplorazione della vita.
Come scienza umana, il “meta compito” della pedagogia è fornire ai saperi tutti dell’educazione una direzione, un obiettivo, un traguardo mai definitivo.
Il suo esercizio, teorico - pratico, è un lavoro meditativo e interpretativo al tempo stesso, perché si prende cura dei saperi dell’educazione.
La necessità di dialogo interno alle discipline è funzionale alla potenzialità in essere di fornire strumenti completi in vista dei traguardi da raggiungere, all’interno di un campo di relazione in cui la stessa teoria comunica: “non c’è niente di più pratico di una buona teoria” (K. Lewin). Il cuore della pedagogia è infatti animato dalla riflessività, dalla continua progettualità e dalla indispensabile intenzionalità creativa.
Nell’esercizio della pratica educativa siamo tutti chiamati a riflettere animando la teoria di significati corrispondenti al quadro situazionale in cui intervengono aspetti tra loro complementari in relazione di dinamiche complementari: in ciò risiede la forza propositiva della pedagogia.
In qualità di scienza dell’educazione, la pedagogia sente il bisogno di dialogare con tutti i saperi che si occupano in generale della vita, attraverso una visione di fondo che riconoscere nella vita stessa l’affermazione della Libertà, Responsabilità, Autonomia.
Non è possibile stabilire un prima e un dopo: Questi tre macro fini sono dimensioni ineliminabili (C. Corsi, 2003) di un processo senza fine. Ogni contributo, nutre, alimenta e sostiene il naturale cammino dell’essere umano in quanto vita consapevole in essere.
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