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I Tarocchi di Marsiglia sono probabilmente all’origine di tutti i Tarocchi europei e anche se questa affermazione è molto contestata da diversi storici e autori, viene fortemente sostenuta da molti esperti, tra cui Alejandro Jodorowsky nel celebre saggio “L’arte del Tarocco”.
Philippe Camoin erede degli ultimi Maestri di Carte marsigliesi in collaborazione con Alejandro Jodorowsky, realizza intorno al 1998, un lavoro di ricostruzione assai meticoloso e complesso, disegnando i Tarocchi di Marsiglia Recostruiti.
Riguardo l’origine del mazzo si esprime in questo modo:
"Io e Alejandro Jodorowsky abbiamo sempre sostenuto che i Tarocchi di Marsiglia erano nati proprio a Marsiglia e che non erano assolutamente stati copiati da un mazzo proveniente da un altro luogo dell’Europa.
Questa tesi è controcorrente rispetto a ciò che gran parte degli storici affermano; come prova ci mostrano mazzi di Tarocchi anteriori di circa due secoli rispetto ai più antichi mazzi di Tarocchi di Marsiglia a nostra disposizione …
Arrivano dunque alla conclusione che i più vecchi sono quelli che hanno dato la nascita agli altri.
I Tarocchi di Marsiglia avrebbero questo nome soltanto perché fabbricati a Marsiglia.
Eppure, se domani scoprissimo un vecchio baule con delle carte ancora più antiche provenienti da un altro stato, questi stessi storici cambierebbero opinione e così via …
Io invece preferisco fare riferimento a metodi più scientifici, che convergono tutti verso una reale fonte di conoscenza localizzata geograficamente da 2000 anni a Marsiglia e dintorni."
Gli antichi Tarocchi di Marsiglia, il cui esempio più rappresentativo è quello di Nicolas Conver (1760) sono gli unici Tarocchi europei che contengono, nell’insieme delle carte, le costruzioni geometriche caratteristiche che rispettano scrupolosamente le tecniche dei Costruttori romanici (i costruttori di cattedrali). Questa geometria sacra usa un numero particolare chiamato numero aureo (phi = 1,618) ritrovato negli studi architettonici della piramide di Cheope.
Il 9 aprile 1999 a Orange il ritrovamento di un importante mausoleo del I secolo prova incontestabilmente che la sfinge alata rappresentata nella Ruota di Fortuna (Arcano X dei Tarocchi di Marsiglia), faceva parte integrante dei culti praticati a Marsiglia e dintorni.
Esistono inoltre altre codificazioni sottili che formano un insieme coerente nei vecchi Tarocchi di Marsiglia che interconnettono le carte sia per colore che per simboli e non si trovano negli altri Tarocchi antichi.
Pertanto possiamo affermare che:
Su questa materia sono disponibili due Corsi OnLine
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